Armando Massarenti ha presentato il suo ultimo lavoro, Il lancio del nano, durante il Laboratorio in Università (martedì 14 novembre 2006). Valentina Rigoldi propone la seguente recensione. (Roberto Coaloa)
Il Dwarf Thrownig, lancio del nano, è una pratica piuttosto diffusa in Australia. Le regole del gioco sono semplici: tocca munirsi di grandi materassini di gomma, di un arbitro che misuri la lunghezza del lancio e naturalmente è necessario avere con se qualcuno da gettare in aria.
C'è chi sostiene che si tratti di una vera e propria disciplina sportiva, ma la maggior parte di noi penso non parlerebbe che di inaudita barbarie. I valori, però non sono sempre coerenti con la pratica e sono infatti gli stessi nani a difendere il proprio diritto di essere lanciati. Dove sta, dunque, la ragione ? E' questa una delle questioni proposte da Massarenti ne Il Lancio del Nano e altri esercizi di filosofia minima. Attraverso situazioni di vita quotidiana, il responsabile delle pagine di scienza e filosofia del "Il Sole 24 Ore Domenica" invita a riflettere sui grandi temi della filosofia, cercando però di sgonfiare le grandi idee o di trattarle in modo irriverente. Filosofia minima, appunto.
Oltre alla questione etica del lancio del nano, abbiamo le varie vicende di Mr. Pollo che si imbatte, a volte suo malgrado, nella teoria della Conoscenza.
Chi non si è mai trovato a dover fare una coda? Alla posta o in banca, dal macellaio o alla cassa del supermercato, sarà capitato a tutti di essere stati furbescamente superati da una persona che fino a quel momento vi aveva ripetuto come fosse una brutta abitudine, tutta italiana, quella di non rispettare il proprio turno. Come dissolvere dunque un tale problema morale? Con una regola: fila unica o numerino da staccare, in questo caso.
Ma gli interrogativi posti da Massarenti nei vari "nani", come Eco ha definito i tanti episodi che compongono questo libro, sono ancora molti. Dal senso della vita, spiegato grazie ad una storiella zen, al caso Moggi, con cui è posto il problema delle bugie e della possibilità di mentire a se stessi.
Nasce così una sorta di manuale che, grazie a brevi ma incisivi aneddoti e senza la magniloquenza dei filosofi di professione ma con l'efficace arma dell'ironia, ricostruisce il percorso della storia filosofica e aiuta anche a risolvere piccole grandi questioni della vita quotidiana. (Valentina Rigoldi)
"Il nano" di Armando Massarenti è stato "lanciato" anche da Vesna Zujović
Armando Massarenti affronta diversi dilemmi etici e morali, tentando di "sgonfiare" termini e concetti che a volte rendono la Filosofia una materia ostica e lontana. Lo fa utilizzando un lessico semplice e uno stile carico di ironia, dedicando a ogni tema un breve paragrafo ricco di esempi, storielle divertenti, aneddoti che traggono spunto dalla vita quotidiana o da avvenimenti politici e di attualità.
Il titolo è di per sé curioso: ci parla di una pratica sportiva molto particolare, lontana da noi e sconosciuta ai più: il lancio del nano. Divenuto vero e proprio sport nazionale in Australia, con tanto di star e tifosi, può sembrarci assurdo, quasi scandaloso e sicuramente lesivo della dignità umana. Se però ci ponessimo dalla parte del nano, cosa succederebbe? Il punto di vista si ribalta, ed arriveremmo così a riflettere intorno alla differenza tra dignità e diritti, di quanto questi due concetti siano spesso confusi, posti sullo stesso piano, o decisi e giudicati troppo spesso unilateralmente.
Il libro ci appassiona poi con una vera e propria saga, che ha come protagonista Mr. Pollo: questo personaggio si ispira alla teoria del tacchino induttivista, e sotto una veste ironica, parla in realtà del problema della teoria della conoscenza, affrontato da Russell e Popper.
Mr. Pollo ogni mattina sente il rumore dei passi del contadino, e sa che l'avvicinarsi del sacco di juta equivale al pranzo. Non sa che quella mattina, il sacco diverrà la sua tomba, dopo che il contadino, avvicinatosi come ogni giorno per dargli il cibo, questa volta lo farà per tirargli il collo.
L'episodio tragicomico e apparentemente leggero affronta in realtà il problema dell'affidabilità del criterio. Non abbiamo, infatti, giustificazioni valide per essere certi di qualsiasi cosa. Come fare allora a fidarsi dei propri criteri? Questo è uno dei dilemmi del metodo scientifico, uno dei più fondati, anche se verificatamente fallibile.
In un altro episodio, Mr. Pollo apprende dalla televisione che il presidente degli Stati Uniti d'America è in visita a Washington: tutti i telegiornali trasmettono questa notizia, perché hanno avuto l'ordine dai servizi segreti di proteggere il presidente, che in realtà si trova a New York. Per uno strano caso del destino, Mr. Pollo ha questa convinzione, e le sue doti di chiaroveggenza si rivelano fondate. Ciò potrebbe erroneamente portarci a fidarci sempre di noi stessi. Questa presunzione viene però smentita da un altro episodio della saga, in cui Mr. Pollo, avendo seguito il Campionato di calcio, apprende della vittoria del Milan e non se ne stupisce. Non sa però di assistere a qualcosa di falso, perché la televisione trasmette le immagini dell'anno prima. Le nostre percezioni non sempre corrispondono a verità, e la falsità risiede anche nelle immagini del mondo che crediamo vere. Massarenti affronta anche problemi di etica e morale, come quando ci racconta dell'etica della coda. Le code, che siano agli sportelli o al supermercato, per quanto noiose, servono a incanalare le nostre vite, contribuiscono all'ordine pubblico, e, per un attimo, ci assolvono dalle responsabilità. Quando però si incontra l'anziana signora che, intrattenendoci con una feroce predica riguardo a chi supera gli altri e non rispetta il proprio turno, ne approfitta per superare noi, ci si pone il dubbio se sia davvero così utile tutto questo finto moralismo di cui la società, e particolarmente quella italiana, è pregna. Si prosegue con altri divertenti racconti che diventano pretesti per parlare di innumerevoli temi: da quanto sia difficile smontare grandi domande cariche di aspettative, attraverso uno stile filosofico capace di sgonfiare la retorica; alla riflessione sulla bugia e sulla coscienza della stessa perché sia considerata tale; al valore della stronzata, e di quanto forse sia più utile di tante bugie.
Massarenti dedica poche righe ad ogni tema affrontato, focalizzando così gli aspetti essenziali e interessanti, e lasciando ogni dilemma sempre aperto alla discussione e al confronto. Si fa portavoce dello stile della filosofia antica, maestra nell'essenzialità, e prende esempio da personaggi come Marco Aurelio, Epiteto o Catullo. Dietro l'apparente semplicità, c'è in realtà un lungo e faticoso labor limae, che alla fine riesce a parlare di grandi cose. (Vesna Zujović)

Armando Massarenti a Torino, durante un incontro alla Fiera del Libro 2006.
Gli "esercizi di filosofia minima" di Armando Massarenti sono stati commentati, inoltre, da Valentina Gasparro.
Quando uno degli sport più celebri in Australia, il lancio del nano, viene importato in Francia, l'opinione pubblica lo giudica immorale e offensivo alla dignità umana. Cosa ci può essere di divertente nel farsi lanciare sperando di superare un record? A quanto pare per i "nani" in questione il fatto è molto più serio e sono proprio loro a protestare appellandosi al diritto di farsi lanciare come e quando vogliono.
Parlare di "dignità umana", "diritti", "libertà di scegliere", diventa una questione molto più complessa e profondamente soggettiva.
Quando Armando Massarenti riflette sulle grandi questioni dogmatiche e filosofiche, lo fa partendo dalla vita quotidiana. Soprattutto quello che un filosofo deve fare prima di ogni cosa è un esercizio, un esercizio di filosofia minima che gli permette di spiegare i grandi concetti filosofici e le questioni irrisolte partendo dall'analisi di una coincidenza, un evento, una ruota che si fora, una coda all'ufficio postale, una sequenza del carone animato di Shrek, uno sport assurdo o altrettanto appassionante come quello del "lancio del nano".
E che cos'è la conoscenza? "Una credenza giustificata"? Massarenti affide la questione a Mr. Pollo: un pollo che con le sue abitudini e i suoi ragionamenti darà al lettore una originale chiave di lettura.
Non sono necessari trattati o volumi di centinaia di pagine, ma un piccolo testo. Come è possibile parlare di filosofia in questi termini? Massarenti lo fa attraversando il processo di speculazione filosofica con una fanciullesca semplicità e genuinità. Non sarà questo libro a svelarci i segreti della filosofia né tanto meno a risolvere dibattiti come per esempio sull'eutanasia, ma ci aiuterà a porci delle domande, anzi sarà lo stesso scrittore a dare degli input di riflessione al lettore. E in fondo la filosofia nasce proprio dalla riflessione. (Valentina Gasparro)

